Coronavirus, come la pensano le società dilettantistiche della Sardegna? 4 chiacchiere con Checco Fele Team Manager del Carbonia calcio

Eccellenza | 4 chiacchiere con Checco Fele Team Manager del Carbonia calcio

(foto www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com)

1) Andiamo subito al sodo, riprendere a giocare o annullare il campionato per questa stagione?

Riprendere, se riprendere significa poter giocare in sicurezza, allenarsi in sicurezza per i ragazzi, staff, collaboratori, dirigenti e pubblico. Onestamente non so se per fare questo possa rimanere il tempo necessario. qualora ciò non fosse possibile per questioni di tempo la classifica va congelata allo stato attuale. Ho letto da qualche parte una proposta di un’altra Regione, che faccio mia : promossa la prima, play-off per il secondo posto, nessuna retrocessione.

 

2) La vostra è una società molto organizzata, ma dopo questa tragedia siete in grado di poter partecipare ai campionati prossimi? Visto la crisi economica che non risparmia nessuno.

Il Carbonia Calcio da un paio di anni si è data una struttura societaria sufficientemente attrezzata per affrontare anche il campionato superiore. tutto questo prima della crisi che inevitabilmente, da un punto di vista economico, colpirà anche le società dilettantistiche. Comunque ritengo ad oggi che la nostra Società possa “sopravvivere”.

3) Fermi da più di un mese, come state senza calcio e senza i ragazzi?

Ormai è oltre un mese che lo Stadio Zoboli è deserto, spogliatoi campo da gioco, così come sono deserti i campi e gli spogliatoi dove si allenano le squadre del settore giovanile, e sinceramente tutto questo provoca una grande tristezza e preoccupazione.

 

 

4) Siete primi in classifica, avete disputato un grande campionato fino al fermo, sinceramente sperate nella promozione?

Si, per Noi è stata una grande stagione fino ad oggi, compresa la vittoria della Coppa Italia, e nulla ci vieta di pensare che nell’ultimo quarto di campionato avremo potuto fare altrettanto bene. Pensare alla promozione è qualcosa di più di una semplice speranza.

 

5) Il calcio rappresenta il tessuto sociale del nostro paese, quali aiuti vi aspettate da parte dello stato o dalla federazione?

Non so cosa lo stato possa fare per il Settore Dilettanti, un modo per aiutare le Società potrebbe essere sgravare i bilanci societari dagli oneri relativi alle iscrizioni, sia della prima squadra e delle squadre del Settore Giovanile, attraverso l’intervento dell’Assessorato Regionale allo Sport con contributi mirati allo scopo.

6) Quasi 1000 contaggi in Sardegna, secondo voi quando potremo tornare a giocare?

Bisognerebbe essere degli indovini per poterlo dire, ma una cosa è certa che prima o poi il Calcio riprenderà. Ed il calcio dilettantistico in particolare riassumerà il ruolo di cinghia di trasmissione di valori quali la solidarietà, l’aiuto reciproco, la lealtà, lo spirito di sacrificio e la capacità di non mollare mai, principi quanto mai necessari oggi in un tessuto sociale fiaccato da un nemico subdolo ma che alla fine verrà sconfitto.


7) Una sardegna colpita da una grande crisi, secondo voi potremo rialzarci dopo questa disgrazia?

Sicuramente si. Anche se alcune cose non saranno più le stesse. Oltre ad alcune situazioni alle quali dovremo abituarci tutti, e tutti dovremo rispettare che saranno previste per legge; secondo me dovremo fare a meno di alcune cose che possono far parte del superfluo, ovviamente parlo per la maggior parte delle persone. Alla fine questa “guerra” avrà fatto meno morti, ma più danni da un punto di vista economico, e tutti ne risentiremo. Torneremo, tutti, a camminare con i piedi per terra con un po’ di consapevolezza in più per quanto riguarda la fragilità della vita.

Un grande Carbonia anche fuori dal campo, abbiamo saputo del vostro gesto verso l’ospedale di Carbonia, vi fá onore e vi ringraziamo per questa piccola intervista.

Grazie per l’intervista e anche per il riconoscimento del gesto di solidarietà.

 

 

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