“IL CALCIO DIETRO LE QUINTE” INTERVISTA ESCLUSIVA AD ELISABETTA MELONI FOTOREPORTER SARDA

Il calcio dietro le quinte

Abbiamo deciso di dare risalto anche alle persone che con il loro lavoro hanno un ruolo importante anche fuori dal rettangolo di gioco.
Questa settimana  abbiamo deciso di dedicare il meritato spazio  al gran lavoro del Photoreporter che con il loro impegno e sacrificio regalano belle emozioni  immortalando le più belle azioni  di 
una partita.
Nel nostro studio abbiamo il piacere di incontrare Elisabetta Meloni, conosciutissima nel mondo calcistico per la sua passione di fotografa.

Ciao Elisabetta innanzitutto grazie di aver accettato il nostro invito e di dedicarci un po’ del tuo tempo.

Partiamo dalla cosa più importante …

 Dove nasce la tua passione per le foto?

La mia passione per la fotografia nasce più o meno all’età di 12 anni quando ricevetti in regalo la mia prima macchina fotografica analogica, una Yashica Minitec. Da allora ho cominciato a portarla quasi sempre con me. Sono passata poi a una piccola compatta Nikon S3500 fino alla attuale reflex Nikon che uso sia per la fotografia sportiva che per quella naturalistica. Quella per la fotografia è una delle mie più grandi passioni; sono autodidatta, quello che so l’ho imparato su libri, riviste fotografiche e sul campo, anche se mi piacerebbe molto seguire qualsiasi tipo di corso riguardo la fotografia. Da tre anni a questa parte mi viene affidata la copertina dell’annuario del paese e sono mie anche le foto della parte dedicata ogni anno al campionato del Seui Arcuerì.

 

Sono diversi anni che immortali i calciatori, quindi ti piace il calcio? Chi ti ha trasmesso questa passione? 

 

Insieme alla fotografia, il calcio è un’altra grande passione. Sono una grande tifosa milanista, ahimè sofferente in questi ultimi anni. L’amore per il calcio è nato in strada, sono stata una di quelle bambine fortunate che giocava a calcio in vicinato, con una serranda o la parete di un muro a fare da porta. Poi ho iniziato a seguire le partite del Seui Arcuerì ai tempi delle scuole medie; quello della domenica al “Burridorgiu” era un appuntamento fisso. Seguo la squadra armata di fotocamera dalla stagione 2011/2012

 

Quante foto fai in media a partita?

Mediamente scatto circa 350 foto a partita. Sono arrivata anche a 600 durante lo spareggio play-off disputato a Mandas tra Seui e Meana Sardo. Ricordo che impiegai circa una settimana per riuscire a sistemarle tutte. Nonostante la pioggia, il vento o il caldo il tuo lavoro ti obbliga a stare a bordo campo giusto? Raccontaci la partita dove hai patito di più. Sicuramente le partite col maestrale e la pioggia sono sempre le più complicate per me. Normalmente se piove riesco a ottenere un posto in panchina tra i ragazzi un po’ più al riparo.

Raccontaci qualche aneddoto che ti è capitato in questi anni di photoreporter.

Il 27 Maggio 2018. Partita di spareggio Play-off a Mandas al campo comunale Renato Raccis. Giocano Seui Arcuerì e Meana Sardo. Sono consapevole di non avere l’autorizzazione per accedere a fare le foto da bordo campo, perciò da buona dirigente tifosa arrivo con tuta e maglietta del Seui Arcuerì, faccia dipinta di giallo-blu e trombetta da stadio. Manca un quarto d’ora al fischio d’inizio e un collega dirigente mi chiama dicendomi che posso accedere al campo. Da lì è stata una corsa per lavarmi la faccia e rendermi presentabile all’arbitro; mi è stata prestata anche una maglia in modo da coprire leggermente quella del Seui e apparire un minimo imparziale.

 

Immaginiamo che dietro ad un servizio fotografico ci sia un lavoro enorme. Raccontaci in breve come funziona il tuo lavoro.

 

La mia domenica inizia col controllo dell’attrezzatura fotografica, perciò verifico la carica delle batterie e tutte le schede SD. Il servizio fotografico inizia quando i ragazzi scendono in campo a fare il riscaldamento. È il momento dei primi piani, quello in cui si scorge sul viso lo sforzo fisico misto alla tensione e alla concentrazione pre-gara. Durante la partita sono solita attivare sulla fotocamera la funzione del multiscatto in modo da ottenere più immagini della stessa azione e poter scegliere in un secondo momento quella che più mi soddisfa. La seconda parte è quella in cui scarico le immagini sul PC e valuto quelle a cui serve una piccola correzione sulla luminosità prima di essere pubblicate. Per questo lavoro di solito impiego uno o due pomeriggi perciò normalmente il martedì riesco a renderle pubbliche.

Dopo ogni partita sarai sicuramente tempestata di messaggi dove ti chiedono quando pubblicherai il servizio. Qual è stata la richiesta più curiosa che ti ricordi?

Le richieste che arrivano a seguito della pubblicazione sono la maggior parte delle volte di giocatori della squadra avversaria per sapere se ho altre foto che magari

non sono state pubblicate; ad esempio quelle di un’esultanza o a volte il video di un rigore o di un calcio di punizione. Perciò mi capita di rimettere mano alle mie 300 foto per cercare di accontentarli.

 

Sono sempre di più le figure femminili nel mondo del calcio, cosa ne pensi?

Quello che posso dirti è che nel Seui Arcuerì siamo tre dirigenti donne e che il presidente della squadra amatori del Real Seui è una mia cara amica, Serena, che segue oltretutto la scuola calcio. La mia speranza è che siano sempre di più quelle che scelgono di fare parte di questo mondo, nonostante la parola calcio sia quasi sempre associata con gli uomini.

 

Nella tua famiglia c’è la passione del calcio?

In famiglia seguiamo tutti il calcio, tutti tifosi milanisti. Mio fratello Manuel è il capitano del Seui Arcuerì col ruolo di difensore esterno, mentre l’altro fratello, Claudio, prima di un infortunio faceva parte del Real Seui, la squadra degli amatori. Tutti pazzi per il pallone insomma.

 

Qual è il tuo servizio fotografico preferito?

Le foto che più spesso mi ricapitano tra le mani sono quelle dei festeggiamenti degli spareggi. Mi ritrovo puntualmente a sorridere

quando riguardo quella dei giocatori e dirigenti sopra un Dely, birra e bandiere gialloblù alla mano a sfilare per le vie del paese con cori da stadio e clacson. Era lo spareggio salvezza tra Seui e Iglesias che vincemmo per 2-1.

 

Qual è la partita che più ti ha colpito e perché?

La partita che ricordo con più emozione è stata quella della 26 esima giornata del campionato di seconda categoria tra Seui Arcuerì e Belvi. Vincemmo per 1 – 0 con un goal di mio fratello allo scadere. Ho visto tutto il pubblico in piedi, tutti con le lacrime agli occhi. Un goal che in un certo senso ci ha ridato la speranza di poter vincere il campionato. Come poi stato.

 Il Seui questo anno è stato inserito nel girone A. Come sta andando il campionato?

Siamo nel girone A della prima categoria, sicuramente più abbordabile in fatto di trasferte e chilometri da fare rispetto a quello che comprendeva squadre dell’Iglesiente a più di 100 km da noi. Alla 12 giornata abbiamo 18 punti. Abbiamo perso qualche punto a volte a causa di una formazione rimaneggiata a causa di infortuni. Fino alla scorsa domenica eravamo imbattuti in casa fino allo scontro con lo Jerzu. Ora ci aspetta la trasferta a Lotzorai e speriamo ovviamente di portarci a casa i 3 punti.

Grazie per la tua disponibilità. È stato un piacere per noi averti avuto come ospite ti facciamo ancora i nostri complimenti per la dedizione e passione che metti per i colori del Seui Arcueri’.

 

Grazie a voi è stato un piacere farmi una chiacchierata con voi a presto e complimenti per il vostro sito è sempre Forza Seui.

 

 

 

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