PER LA VETRINA GIOCATORI SARDI DI SPESSORE INTERVISTA A UN SUPER BOMBER, ALESSANDRO IBBA

Ciao Alessandro

A 37 anni ancora voglia di giocare? sei soddisfatto dei tuoi successi e delle tue tantissime reti fatte nei dilettanti?

Si, la passione non finisce mai, personalmente posso ritenermi molto soddisfatto del mio percorso nei dilettanti, ho esordito in eccellenza a 15 anni con la Monteponi Iglesias e in serie D a 18 con la Villacidrese, poi per motivi di studio e successivamente di lavoro, ho preferito giocare sempre in categorie che mi permettessero di fare entrambe le cose.

 In tutti i modi sono riuscito a collezionare 5 campionati di eccellenza, 12 di promozione, 3 di prima categoria e 2 di seconda categoria. Come obiettivi di squadra, in questo percorso di 22 anni, posso vantare 5 campionati vinti e 2 promozioni attraverso i play off, nessuna retrocessione (che spesso è valsa quanto o più di una vittoria di un campionato).

Come obbiettivi personali sono stato tre volte capocannoniere e ho realizzato fino ad oggi 289 reti in totale; mi ero promesso di appendere le scarpette al chiodo al raggiungimento dei 300 gol in carriera ma vorrei cercare di centrare un altro obbiettivo che mi sono posto la scorsa stagione e cioè di contribuire a riportare la Gialeto 1909 almeno in promozione e chiudere in bellezza passando il testimone ai ragazzi più giovani.

Quale piede sai usare meglio?  Bomber si nasce o si diventa?

Bomber si diventa con tanto allenamento e sacrificio

Sono un destro naturale ma col tempo ho imparato ad utilizzare discretamente anche il sinistro. Nonostante i miei 175 cm di altezza, mi è sempre piaciuto molto il gioco aereo di testa ma soprattutto in acrobazia e credo queste siano proprio le caratteristiche che più mi contraddistinguono.

Da giovane venivo più utilizzato come seconda punta o anche attaccante esterno perché ero molto veloce e puntavo spesso l’uomo, dopo i 30 anni ho fatto prevalentemente il centravanti sfruttando di più il senso del gol.

Però mi è sempre piaciuto giocare per la squadra e rendermi utile negli sviluppi di gioco e in zona assist. 

 

Come è andata l’ultima stagione con l’ASD Gialeto 1909?

È stata una stagione abbastanza difficile e combattuta in quanto c’erano diverse squadre ben organizzate che puntavano al salto di categoria, la Gialeto 1909 (società storica) veniva da una ricostruzione radicale a livello societario e da diversi anni partecipava ai vari campionati senza porsi grandi obbiettivi ma cercando di valorizzare i ragazzi del posto.

 Questa è stata la prima stagione nella quale si è provato a lottare per il salto di categoria, per noi è terminata con un secondo posto ottenuto all’ultima giornata, che speriamo possa valere per un ripescaggio in prima categoria, sarebbe comunque un ottimo risultato.

 

Con quali maglie hai giocato nella tua esperienza da calciatore?

Ho disputato tre stagioni con la Monetponi Iglesias agli inizi per poi passare alla Villacidrese, successivamente ho vestito le maglie della Nuova Monreale, Gialeto 1909, U.S. Samassi, Sanluri, Villacidro, GS Serramanna, Siliqua, Guspini, Gonnosfanadiga, Atletico Narcao e Gioventù Sportiva Samassi. 

 

Cosa ti aspetti per il tuo futuro?

Ho recentemente preso il Diploma di allenatore Uefa B ma la voglia di giocare è ancora forte, mi sento ancora bene fisicamente e vorrei perlomeno raggiungere l’obbiettivo sopracitato con la Gialeto 1909, nel momento in cui mi renderò conto di non essere più all’altezza della situazione e non mi divertirò più da calciatore, mi piacerebbe rimanere sempre nel calcio magari nelle vesti di allenatore.

 

Ho ricevuto alcune chiamate da diverse squadre ma avevo espresso la volontà di chiudere la carriera alla Gialeto 1909, società dove avevo già giocato tre campionati in passato e nella quale mi sono tolto molte soddisfazioni ma soprattutto dove ho trovato un ambiente che mi ha sempre fatto sentire a casa e voluto bene non solo come giocatore ma come uomo, a 37 anni suonati e dopo tanti cambi di maglia penso sia arrivato il momento di accasarsi definitivamente.

 

Oltre a provare a riportare la Gialeto nella categoria che merita, quali obiettivi per la prossima stagione?

Mi piacerebbe trasmettere ai giovani i valori che lo sport ha insegnato a me: la dedizione e la passione per il lavoro, la puntualità, l’umiltà e lo spirito di sacrificio, la sofferenza dello stare in panchina o della sconfitta che si trasformano nello stimolo per fare di più e meglio, il saper affrontare e superare le difficoltà e non arrendersi mai, avere rispetto dei compagni, degli allenatori e delle persone che fanno sacrifici tutti i giorni per permetterci di praticare questo sport.

 Per molti sembrano cose scontate ma non lo sono per niente, anzi.

Sarei molto felice se, fra qualche anno, quando avrò smesso con il calcio giocato, qualche giovane mi venisse a dire che gli ho trasmesso questi valori, mi renderebbe molto più orgoglioso di un campionato vinto o un record personale. 

Grazie Alessandro per la tua grande umiltà e disponibilità.

Ringrazio voi per questa speciale intervista e vorrei approfittare per abbracciare i familiari del giovane Gabriele Cipolla che, come noto, ci ha lasciati qualche settimana fa in un tragico incidente all’età di 15 anni.

 In lui avevo visto, oltre che un ragazzo d’oro e una giovane promessa del calcio per qualità e doti innate, un ragazzo vecchio stampo come non se ne vedono più, educato e serio, che aveva la voglia di ascoltare per crescere e imparare, con la mentalità giusta per fare strada. 

 

 

 

 

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