TECNICA DI BASE – LE BASI E LE FONDAMENTA DI UN CALCIATORE – CONOSCERLE E’ FONDAMENTALE.

LA TECNICA DI BASE , OVVERO L’ESECUZIONE ANALITICA, QUINDI SENZA AVVERSARI, DEI GESTI TECNICI.
LA TECNICA DI BASE viene proprio definite come la grammatica calcistica, ovvero la base su cui costruire il calciatore

In cosa consistono le attività riguardanti la tecnica di base ?

Sono quelle legate agli aspetti tecnici veri e propri. Sono caratterizzate dalla ripetitività e dalla ritmicità e sono incentrate sul numero di tocchi. Permettono di lavorare sul gesto per acquisire una certa dimestichezza con l’attrezzo. Detto ciò, nelle varie proposte é possibile inserire un’importante componente cognitiva grazie all’uso di parole chiave.

Quanta conta la dimostrazione tecnica del’ istruttore come facilitatore dell’apprendimento?

Molto. Vedere accelera appunto il processo di apprendimento.
L’ Istruttore/allenatore diventa un modello a cui ispirarsi. Chiaramente deve essere in grado di effettuare al meglio quanto propone ai propri ragazzi. Questa é la situazione ideale.

Come vengono inserire le attività che riguardano la tecnica di base nella seduta?

Possono essere utilizzate come messa in azione per aumentare il carico cognitivo in preparazione delle attività successive, per attivare il bambino-giocatore mentalmente a esercitazioni più complesse. E comunque bene collocarle all’ inizio dell’ allenamento, magari intervallandole a proposte più ludiche e divertenti. Sfruttate una sorta di lavoro intermittente: tecnica di base e gioco/situazione, tecnica di base e situazione/partita. Anche perché dopo un po’ rischiano di diventare noiose. Possibilità di un’ idea diversa? Provatele coi più piccoli come riscaldamento pre-gara.
Coi bimbi dei Primi calci e Pulcini ad esempio, possono funzionare per cinque minuti seguiti da un gioco motorio per poi ricominciare. Oppure trovando delle attività ludiche che “allenano” il gesto che si sta perfezionando analiticamente

Lento o Veloce ?

E importante la ritmicità.
Fondamentale . Permette all’ istruttore e al ragazzo di modulare l’intensità della proposta e di ripetere con efficacia i diversi gesti tecnici.
E’ strettamente correlata all’ utilizzo delle parole chiave che l’ istruttore-allenatore in un primo momento ,e i ragazzi stessi in un secondo tempo,devono proferire.

Quando , vanno sempre effettuate a una buona velocità ?

Non è detto . Quando bisogna insegnare un gesto nuovo .l’ esecuzione può essere più lenta .I bambini\giocatori devono capire i momenti salienti del fondamentale e sperimentare la riuscita. Poi, quando é acquisito si può richiedere una certa lentezza solo per valutare lo stile del ragazzo, le posture e/o gli orientamenti del corpo. In seguito, arriva il momento della rapidità esecutiva. Nel momento in cui la si desidera , allora può subentrare il principio dell’efficacia .il gesto deve rimanere corretto, però qualche leggera imprecisione biomeccanica può essere concessa. In Particolar modo coi più piccoli , che avranno bisogno di tempo per padroneggiare il fondamentale.

Parliamo di correzione come interviene l’istruttore?

Bisogna considerare la categorie: comunque in linea di massima, serve un’azione precisa sul posizionamento dei piedi, sugli appoggi, sulla postura del corpo. L’ istruttore-allenatore deve permettere ai ragazzi di eseguire il gesto ritmicamente per un certo numero di ripetizioni, poi corregge e i ragazzi provano nuovamente.

Qual é il prime gesto da insegnare ai bimbi più piccoli?

La conduzione, o meglio dal dominio dell’attrezzo. I giovani giocatori devono averlo vicino, saperlo trattare con la miglior destrezza possibile. Imparare a gestire la sfera da soli é un prerequisito determinante per farlo in presenza di compagni e avversari. Chiaramente, più si sale di categoria più cambiano le richieste.

 

(Istruttore Esperto Marco Rossi)

 

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